…e tutti risero (Peter Bogdanovich, 1981)

Alcuni anni fa, due mostri sacri della regia come Quentin Tarantino e Wes Anderson inserirono tra i propri film preferiti …e tutti risero (1981) di Peter Bogdanovich, sorprendendo critici e appassionati. Capita spesso che un insuccesso commerciale salga alla ribalta come “cult” dopo simili investiture. Per circostanze straordinarie, tragiche o paradossali, alcuni di questi film diventano addirittura leggendari.
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È il caso di …e tutti risero, condannato a un titolo beffardo dai tristi eventi che ne hanno costellato la realizzazione e impedito, di fatto, la diffusione. Una commedia romantica che parla d’amore con tenerezza e leggerezza ma che, una volta conosciuta la sua storia, non può fare a meno di suscitare profonda tristezza.
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Cast di ...e tutti risero (1981)
Il cast di …e tutti risero (1981): Colleen Camp, Blaine Novak, Patti Hansen, Ben Gazzara, Audrey Hepburn, John Ritter, Dorothy Stratten, George Morfogen
Il film ha come protagonisti degli investigatori privati di un’agenzia di New York con la poco professionale abitudine di innamorarsi delle donne che dovrebbero sorvegliare. Per due di loro, la situazione si complica: John Russo (Ben Gazzara) ha una relazione con la moglie di un diplomatico (Audrey Hepburn), mentre Charles Rutledge (John Ritter) perde la testa per una giovane donna (Dorothy Stratten) fatta pedinare dal marito geloso.
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In un film senza cattivi, la trama era il drammatico specchio delle vite di attori e regista.
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Audrey Hepburn stava attraversando un periodo difficile con il suo secondo marito, lo psichiatra Andrea Dotti, con cui era rimasta solo per loro figlio. Ben Gazzara era ormai vicino a concludere il proprio rapporto con la seconda moglie, l’attrice Janice Rule.
Prima dell’inizio delle riprese, durante la realizzazione del film Linea di sangue (1979), Hepburn e Gazzara avevano avuto una storia d’amore, che era finita male: Gazzara si era infatti innamorato della modella Elke Krivat, che avrebbe poi sposato, e aveva iniziato le pratiche del divorzio dalla moglie.
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La tensione tra Hepburn e Gazzara, oltre a portare imbarazzo e tristezza sul set, compromise inevitabilmente la chimica tra i due personaggi, nonostante le eccezionali capacità degli attori.
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Fu l’ultimo ruolo principale di Audrey Hepburn in un film per il cinema.
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Ben Gazzara e Audrey Hepburn (...e tutti risero, 1981)
Audrey Hepburn e Ben Gazzara (…e tutti risero, 1981)
La ventenne Dorothy Stratten era al primo ruolo di rilievo in carriera. A causa della precaria situazione economica familiare, aveva iniziato a lavorare in un locale a soli 14 anni. Qui aveva incontrato Paul Snider, un impresario più vecchio di lei di nove anni, con cui aveva intrapreso una relazione e che l’aveva introdotta nel mondo della rivista Playboy, dove sarebbe diventata Playmate dell’Anno 1980. Dopo i primi successi di lei, i due si erano sposati.
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Durante le riprese di …e tutti risero, la Stratten si legò sentimentalmente al regista Peter Bogdanovich e i due andarono a vivere insieme. Nessuno poteva immaginare che le vicende del suo personaggio, che nel film tradisce il marito per poi lasciarlo per uno dei protagonisti, sarebbero state il preludio alla sua tragica fine.
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Stratten e Bogdanovich
Dorothy Stratten e Peter Bogdanovich
A riprese ultimate, sottovalutando la morbosa gelosia del marito (che era arrivato ad assoldare un detective privato per sorvegliarla), la Stratten decise di incontrarlo un’ultima volta per concludere gli accordi economici per la separazione. Durante questo incontro, Paul Snider la uccise sparandole con un fucile e, poco dopo, si suicidò. Era il 14 agosto 1980.
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La storia di Dorothy Stratten è raccontata nel film Star 80 (1983), di Bob Fosse.
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La pubblicità negativa provocata dalla tragedia limitò la distribuzione della pellicola. Bogdanovich non poteva accettare quella sorte per l’unico film da lui girato con la Stratten. Decise pertanto di acquistarne i diritti, pagando di tasca propria la riedizione. Arrivò a spendere cinque milioni di dollari, incassandone meno di uno: nel 1985 dichiarò bancarotta.
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Il flop al botteghino di …e tutti risero, insieme agli insuccessi di Cruising, I cancelli del cielo e Un sogno lungo un giorno, concluse il periodo degli Anni ’70 definito New Hollywood, durante il quale i film venivano gestiti completamente dai registi. Da allora, gli studios di Hollywood raramente finanziano dei film affidandone il pieno controllo ai registi.
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Bogdanovich descrisse il periodo della realizzazione del film e i tragici fatti legati all’omicidio della Stratten nel libro The Killing of the Unicorn, pubblicato nel 1984.
Nella mente del regista c’era un film personale sull’amore e sulla battaglia tra i sessi, nascosto dietro un genere di copertina, detective privati: il tema dominante era la libera espressione di amori e desideri latenti.
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Charles (Ritter), che nel film sorveglia Dolores (Stratten) per amore e non più solo per lavoro, indossa occhiali oversize con montatura di plastica, marchio di fabbrica del regista Peter Bogdanovich: forse un riferimento all’iniziale senso di colpa di Bogdanovich e alla successiva accettazione del suo amore per la Stratten. O forse solo una tenera allusione ai suoi sentimenti per lei, in un momento da lui definito come “il più felice della sua vita”.
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Dolores (Stratten) e Charles (Ritter) in ...e tutti risero (1981)
Dolores (Stratten) e Charles (Ritter) in …e tutti risero

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